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Posts Tagged ‘fantasy’


E’ decisamente arrivato l’autunno! Dalla mia finestra ora vedo un cielo grigio che non promette nulla di buono e si percepisce un’umidità nell’aria che anticipa la nebbia che probabilmente calerà silenziosa questa notte. Per fortuna io adoro l’autunno, d’accordo non proprio tutto, ma le temperature sono ancora miti (è incredibile che alcune persone se ne vadano già in giro con sciarpa e piumino! O_o Ma stiamo scherzando, a gennaio cosa diamine indosseranno???) e i colori caldi di cui si tingono le foglie degli alberi sono veramente fantastici. Inoltre è inutile precisare che è una stagione che invoglia alla lettura, quando il buio scende rapidamente e una pioggerellina fine ma altamente fastidiosa vi fa rientrare a casa, non c’è niente di meglio che abbandonarsi sul divano con un buon (si spera!) libro tra le mani.
Questo lungo preambolo per arrivare alla recensione dell’ultimo libro letto. Si tratta de “Il cimitero senza lapidi e altre storie nere” di Neil Gaiman.

 

In questa raccolta troviamo undici racconti per lo più di genere fantasy, ma ve ne sono anche alcuni dell’orrore. E’ sempre piacevole immergersi nella lettura di una storia breve ben realizzata, scorrevole e originale. E’ il primo libro che leggo di Gaiman e devo dire che il suo stile è davvero geniale. Nella mia libreria non vi sono molte raccolte di racconti. Infatti, solitamente, prediligo il romanzo in cui è molto facile affezionarsi ai personaggi. Ma anche qui è impossibile non rimanere colpiti dai protagonisti di queste storie: in poche righe riusciamo a cogliere molti aspetti del loro carattere e della loro vita e soprattutto non risultano mai noiosi. Nell’introduzione Gaiman esprime la sua opinione sui racconti brevi:

I racconti che leggi quando hai l’età giusta non ti abbandonano mai davvero. Magari ti dimentichi chi li ha scritti o come si intitolava la storia. A volte ne dimentichi la trama, ma se un racconto arriva a toccarti ti resterà accanto, infestando quei luoghi della mente che visiti molto di rado. […] I racconti brevi sono minuscole finestre che si affacciano su altri mondi, su altre intelligenze e su altri sogni. Sono viaggi fino all’estremo opposto dell’universo che puoi fare con la certezza di essere di ritorno per l’ora di cena.

Ora però vorrei cimentarmi nella lettura di un romanzo di Gaiman, per verificare se anche in quel contesto riesce comunque a non stancare e a rimanere così originale e brillante per tutta la narrazione della vicenda.
Finalmente ieri ho rimesso in funzione la mia macchina per il pane! Mi era mancata così tanto! E ho preparato anche una torta di mele! E’ proprio vero, ci voleva l’autunno! Fino a un paio di mesi fa accendere il forno sarebbe stata una vera follia! Avrei rischiato di  crollare esanime sul pavimento per il caldo! Devo assolutamente provare al più presto nuove ricette da poter condividere con voi.

P.S. Viva l’autunno! XD

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E’ davvero incredibile! Dopo tutto il tempo passato dall’ultimo articolo inserito, mi ripresento qui con la recensione di un libro. E non è nemmeno di cucina! Questo è troppo, dovrò correre presto ai ripari! Ho ancora un paio di ricette in sospeso che vorrei pubblicare a breve. Maledetto tempo tiranno! è_é
Ma torniamo a noi, rieccomi qui dunque per parlarvi del romanzo che ho appena finito di leggere. Si tratta de I guardiani del giorno, scritto da Sergej Luk’janenko e da Vladimir Vasilev. Si tratta del secondo libro della Saga dei Guardiani e, come il precedente volume, è un fantasy. Dopo aver letto il primo romanzo, mi ero fatta un’idea di cosa avrei potuto trovare in questo libro. Ovviamente mi aspettavo nuove vicende legate al Crepuscolo e alle due guardie che vigilano sull’Equilibrio. Speravo di trovare però il punto di vista esclusivo della Guardia del Giorno. Devo ammettere che vi sono in effetti molte parti narrate da un agente di questo schieramento, Edgar. Vi sono però anche alcuni episodi raccontati da entrambe le guardie e infine anche vicende narrate dal protagonista del primo romanzo e cioè da Anton Gorodeckij, appartenente alla Guardia della Notte.

Sono rimasta leggermente delusa, avrei preferito che l’autore avesse adottato anche qui lo stesso metodo, di modo che il lettore potesse avere solo il punto di vista di una delle due parti. Tralasciando però questo piccolo dettaglio, il libro è ben scritto, la storia rimane sempre molto interessante, originale e veramente complessa. Sarebbe infatti troppo semplicistico affermare che i Guardiani del Giorno appartengono alle forze del Male, le loro azioni non si possono giudicare così superficialmente. Possiamo però tranquillamente affermare che i componenti di questa guardia agiscono per i propri interessi e non si fanno troppi scrupoli quando c’è da attingere forza dai poveri esseri umani. In ogni caso però, a modo loro, cercano di mantenere il famoso equilibrio tra le due forze, facendo sì che il mondo, così come tutti lo conoscono, continui a esistere anche in futuro. In realtà i nuovi personaggi che incontriamo per la prima volta e quelli che ritroviamo in questo secondo romanzo, sono solo delle pedine utilizzate dai grandi capi delle due guardie, Geser e Zavulon, in questa lunga partita a scacchi. Sono proprio curiosa di scoprire come proseguirà la storia e quali nuovi colpi di scena ci potrà ancora riservare.
Al prossimo articolo, cercherò di mantenere i miei buoni propositi e di pubblicarlo presto. Grazie infinite per la vostra pazienza! Buon week-end!

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Io adoro il genere fantasy in ogni sua forma. E’ per questo motivo che ho deciso di acquistare e successivamente leggere un fantasy di uno scrittore russo. Devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Innanzitutto l’ambientazione è fondamentale: si tratta infatti della città di Mosca dei nostri giorni. Non ci limitiamo però a osservarne solo la superficie, riusciamo ad addentrarci negli strati più profondi del Crepuscolo, una sorta di universo parallelo di cui gli umani non sospettano nemmeno l’esistenza. Solo alcuni esseri hanno la capacità di entrare in questo mondo e vengono chiamati gli Altri.
Un altro aspetto molto importante è il tema trattato: l’eterna lotta tra il Bene e il Male. Dove è quindi la novità, direte voi, dato che in ogni fantasy che si rispetti, questo scontro è sempre presente e inevitabile? E qui troviamo la genialità dello scrittore, in quanto questi due schieramenti non sono ben delineati e definiti. Infatti non sempre chi ritiene di agire per il Bene dell’umanità compie azioni corrette e viceversa chi sta dall’altra parte a volte compie il bene per perseguire i propri scopi. Il compito degli Altri è mantenere questo fragile equilibrio tra le due forze, per fare in modo che nessuna delle due prevarichi sull’altra.

Da queste premesse nasce una storia incredibile: il protagonista, Anton, un Altro schierato dalla parte dei “buoni”, si trova in situazioni che mettono a rischio la sua stessa vita e anche quella di alcuni esseri umani. Per tutto il libro cercherà di capire fino a che punto ci si può spingere per preservare questo delicato equilibrio e se sia giusto interferire nella vita degli esseri umani sconvolgendola con rivoluzioni, guerre e catastrofi naturali.
Il romanzo mi è piaciuto moltissimo, sia per l’originalità, per lo stile ironico dell’autore e anche per l’assenza di inutili descrizioni che avrebbero appesantito notevolmente la storia. Ovviamente ora leggerò il secondo libro della saga, I guardiani del giorno.

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Mi accorgo solo ora di quanto tempo sia passato dal mio ultimo articolo inserito qui nel blog. E’ davvero incredibile! E non ho nemmeno la scusa di essere rimasta lontano da casa per le vacanze estive. Il prossimo viaggio, infatti, avverrà solo nella penultima settimana di settembre, manca ancora più di un mese alle prossime ferie. Devo resistere!
Ho finalmente terminato la lettura dell’ultimo volume della Trilogia di Bitterbynde, intitolato La signora di Erith, scritto da Cecilia Dart-Thornton. Purtroppo dei tre è il libro che mi ha colpito meno: in alcuni punti risulta veramente noioso, forse per le dettagliate ed eccessive descrizioni dei personaggi e del bestiario che i protagonisti incontrano sul loro cammino. Ebbene sì, vi sono ancora numerosi viaggi e avventure che coinvolgono la protagonista (Imrhien/Rohain/Taquil/Ashalind, lo so, ci si può confondere facilmente!) durante la sua importante missione. Peccato che in questo romanzo la trama diventi così banale e scontata che si riesce a intuirne la fine già da metà libro. L’autrice opta infatti per il classico lieto fine e, inoltre, ogni volta che la nostra eroina o qualche personaggio a cui lei tiene particolarmente si trova in pericolo e rischia di morire, in qualche modo riesce sempre a salvarsi. Di conseguenza in alcuni tratti scade quasi nel ridicolo. E’ strano che, dopo aver affrontato creature pericolose e crudeli, i nostri protagonisti ne escano sempre indenni. Si poteva magari prevedere qualche arto amputato, o qualche morte o almeno qualche frattura. E invece niente, vi è un personaggio (ovviamente immortale e potentissimo) che aiuta i personaggi “positivi”, curandoli e eliminando per loro le eventuali minacce. Insomma, il libro è di una noia mortale e poco credibile. Dopo i due romanzi iniziali che lasciavano ben sperare, sono rimasta incredibilmente delusa dalla fine di questa lunga saga. Possiamo dire che più della metà dell’ultimo volume (che è di ben 542!!! pagine) è inutile: parole, descrizioni e avventure che non servono a nulla, ma che forse erano necessarie per l’autrice per allungare un po’ questa brodaglia.

Non è proprio il genere di fantasy che io prediligo. Ora mi occorre un romanzo che mi faccia ritornare alla realtà, magari un bel libro di viaggio. Speriamo di fare la scelta giusta!

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