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Archive for agosto 2011


Credo che per un bel po’ di tempo, almeno fino alla fine dell’estate se continua così, non accenderò più il forno. Fa effettivamente troppo caldo. Settimana scorsa ho trovato il coraggio di azionare nuovamente il mio elettrodomestico preferito, non so davvero come ci sia riuscita, ma avevo proprio voglia di pane fresco. Essendo domenica e per di più trovandoci nel mese di agosto, è davvero difficile scovare un panettiere aperto.
Ho dunque sfogliato il ricettario della PaneAngeli e ho trovato la ricetta che stavo proprio cercando. Ecco gli ingredienti che occorrono per preparare le pagnotte:

  • 200 g di farina 00
  • 200 g di farina manitoba
  • 1 bustina di lievito di birra (io ho usato il lievito fresco, poco meno di 25 g)
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 230 ml di acqua tiepida

Ho inserito tutti gli ingredienti nella macchina del pane e ho selezionato il programma impasto e lievitazione. Al termine ho tolto l’impasto dal contenitore, l’ho diviso in quattro parti e con ognuna ho formato una palla. Le ho trasferite su una teglia ricoperta con carta da forno e ho lasciato lievitare per altri venti minuti. Ho successivamente spennellato le pagnotte con un po’ di acqua, le ho poi cosparse con un po’ di sale e infine con un coltello ho inciso la superficie, creando una grata. Ho infornato in forno già caldo (povera me!!!) a 205°, facendole cuocere per 20 minuti. Nel forno vi era anche un’altra teglia in cui avevo messo un po’ di acqua.
Ecco il risultato:

Il risultato è davvero incredibile, il pane è molto morbido ma allo stesso tempo croccante. Erano divine! La prossima volta con lo stesso impasto creerò sei pagnotte un po’ più piccole, queste quattro erano veramente grandi. A settembre farò qualche altro esperimento, non prima però altrimenti rischierei di sciogliermi (che a voler ben guardare non sarebbe poi così male!)!!!

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Mi accorgo solo ora di quanto tempo sia passato dal mio ultimo articolo inserito qui nel blog. E’ davvero incredibile! E non ho nemmeno la scusa di essere rimasta lontano da casa per le vacanze estive. Il prossimo viaggio, infatti, avverrà solo nella penultima settimana di settembre, manca ancora più di un mese alle prossime ferie. Devo resistere!
Ho finalmente terminato la lettura dell’ultimo volume della Trilogia di Bitterbynde, intitolato La signora di Erith, scritto da Cecilia Dart-Thornton. Purtroppo dei tre è il libro che mi ha colpito meno: in alcuni punti risulta veramente noioso, forse per le dettagliate ed eccessive descrizioni dei personaggi e del bestiario che i protagonisti incontrano sul loro cammino. Ebbene sì, vi sono ancora numerosi viaggi e avventure che coinvolgono la protagonista (Imrhien/Rohain/Taquil/Ashalind, lo so, ci si può confondere facilmente!) durante la sua importante missione. Peccato che in questo romanzo la trama diventi così banale e scontata che si riesce a intuirne la fine già da metà libro. L’autrice opta infatti per il classico lieto fine e, inoltre, ogni volta che la nostra eroina o qualche personaggio a cui lei tiene particolarmente si trova in pericolo e rischia di morire, in qualche modo riesce sempre a salvarsi. Di conseguenza in alcuni tratti scade quasi nel ridicolo. E’ strano che, dopo aver affrontato creature pericolose e crudeli, i nostri protagonisti ne escano sempre indenni. Si poteva magari prevedere qualche arto amputato, o qualche morte o almeno qualche frattura. E invece niente, vi è un personaggio (ovviamente immortale e potentissimo) che aiuta i personaggi “positivi”, curandoli e eliminando per loro le eventuali minacce. Insomma, il libro è di una noia mortale e poco credibile. Dopo i due romanzi iniziali che lasciavano ben sperare, sono rimasta incredibilmente delusa dalla fine di questa lunga saga. Possiamo dire che più della metà dell’ultimo volume (che è di ben 542!!! pagine) è inutile: parole, descrizioni e avventure che non servono a nulla, ma che forse erano necessarie per l’autrice per allungare un po’ questa brodaglia.

Non è proprio il genere di fantasy che io prediligo. Ora mi occorre un romanzo che mi faccia ritornare alla realtà, magari un bel libro di viaggio. Speriamo di fare la scelta giusta!

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